Come eliminare le zecche dal gatto – seconda parte

Come eliminare le zecche dal gatto – seconda parte

Nell’articolo come eliminare le zecche nei gatti – prima parte abbiamo visto come evitare errori come l’effetto-siringa che potrebbero causare infezioni pericolose, come la malattia di Lyme o la rickettsiosi.

Le zecche sono parassiti ematofagi di fatto imparentati con i ragni, (appartenendo alla famiglia degli aracnidi) non s’incontrano frequentemente sui gatti ma sono pericolose, specie nei gattini, dove possono provocare gravi anemie e infezioni, indebolendoli ed esponendoli a successive infezione e parassitosi.

Nell’articolo linkato sopra, giustamente, un’utente con molta esperienza ricordava che una utilissima pinzetta rimuovi-zecche in grado di staccare in modo corretto il parassita sollevandolo per il rostro. è acquistabile in farmacie, parafarmacie o anche nei petshop più forniti,  Eccone un esempio
pinzetta_zecche    Si aggangia la testa della zecca fra i due spuntoni, tirando verso l’esterno.
Dopo un’estrazione corretta sulla pelle dovrebbe rimanere un piccolo cratere senza punti neri in corrispondenza del morso, diversamente il rostro è rimasto dentro e può essere tolto con un ago anche se quasi sempre la pelle lo espelle da sè e basta disinfettare il morso con del betadyne.
importante: dopo aver staccato la zecca, la cosa più efficace è bruciarla. Schiacciandola, oltre a ucciderla, potreste disperderne le uova (e sono centinaia), che una volta schiuse diventano larve in grado di sopravvivere per mesi, creando un nuovo ciclo vitale.

E…Se il micio non si fa manipolare?
Tutto questo però presuppone che possiate tenere saldamente fermo il gatto….ma come fare con un randagio diffidente che a malapena si lascia avvicinare?
In questo caso possiamo usare un antiparassitario specifico che agisca lentamente, quasi sempre permettendole di staccarsi da sola prima di essere uccisa dal principio attivo.
Ora non vorrei fare pubblicità, ma personalmente ho usato con successo uno degli antiparassitari più comuni, il Frontline-Combo® su una gatta randagia malridotta e pesantemente infestata da zecche e acari ( e naturalmente anche pulci ). Ho avuto il tempo strettamente necessario a tenerla ferma per la collottola qualche secondo, e le ho applicato due pipette ( dose doppia del normale ). In quel momento avevo poca scelta e l’ho fatto senza una vera convinzione di avere ragione dei parassiti, ma con sorpresa il giorno dopo la gatta è tornata e non aveva più neanche una zecca.
Una successiva visita veterinaria la riportò poi in piena forma.
Se il gatto è talmente aggressivo da non lasciarsi neanche avvicinare, potete aspirare in una siringa privata dell’ago l’equivalente di due pipette, e spruzzarle sul pelo dopo averlo attirato con del cibo. Non sarà efficace come applicarlo alla base del pelo, ma l’effetto, anche se ridotto, si farà comunque vedere.

Il Fipronil® ( principio attivo del Frontline-Combo®) ha il vantaggio di poter essere usato in dosi ben superiori a quella normale senza effetti collaterali immediati e significativi.
Altri antiparassitari di sintesi efficaci contro zecche e pulci sono alcuni composti appartenenti alle famiglie dei derivati dei piretroidi, Ciflutrin e Tetramina per le zecche e Piriproxifen per le pulci. Si possono trovare in commercio in prodotti pronti all’uso, come Solfac® della Bayer, reperibili anche online.

Antiparassitari Naturali
C’è da dire che oltre alle molecole di sintesi (Fipronil, nel caso del Frontline) esistono antiparassitari del tutto naturali e molto efficaci su parassiti e acari, come l’olio di Neem, o il TeaTree, ma se non dosati bene possono essere molto tossici anche per l’animale,e su questo esiste disparità di opinioni sia sulla pericolosità quanto sull’efficacia a dosi non tossiche per i gatti.
Il Tea Tree è un olio essenziale (ottenuto dalla Malaleuca alternifolia) e reperibile in erboristeria o farmacia, con tossicità provata¹ e molto elevata nei confronti delle pulci e in buona parte delle zecche. Può essere usato contro pulci e zecche frizionando il pelo con una crema o anche con acqua in cui sia state aggiunte alcune gocce di olio essenziale puro².
Di certo c’è che è necessario usare solo olii di purezza estremamente elevata ottenuti con spremiture a freddo. Questo per evitare la presenza di terpenoidi (composti prodotti dalle piante e responsabili degli aromi) alcuni dei quali sono risultati da studi clinici assai tossici per i gatti.
Un effetto antiparassitario blando può essere svolto anche facendo evaporare alcune gocce di olio essenziale nei fornellini bruciaessenze appositi. C’è chi ne sostiene comunque la pericolosità anche usandoli così.
In questa discussione Micimiao Forum – aromaterapia ed i ns. a-mici si possono trovare opinioni in merito agli effetti rilevati su base empirica.

Cosa controllare dopo la rimozione della zecca

Nonostante l’estrazione corretta però è possibile che la zecca abbia già trasmesso un’infezione batterica.
Di fatto il pericolo massimo d’infezione esiste dopo che la zecca sia rimasta attaccata per almeno 24 ore, per cui, specie nei cani che vanno a spasso fra le erbe alte o in zone boscose e arbustive, è bene controllare il pelo tutti i giorni.
Nei giorni seguenti monitorate la zona del morso. Se notate arrossamenti estesi che formano una zona ad anello intorno al morso, è assai probabile che l’infezione è già in circolo. Nel caso della malattia di Lyme i sintomi compaiono dopo una paio di settimane, l’animale è apatico con febbre e inappetenza, e dolori articolari.
Nella rickettsiosi i sintomi cominciano invece dopo 2-4 giorni con febbre alta, anoressia elevata, e un tipica colorazione edematosa bluastra di labbra e mucose, andatura ciondolante e in qualche caso crisi epilettiche.
Alle prime avvisaglie di questi arrossamenti è assolutamente opportuno un controllo veterinario, che potrà fornire una cura con gli antibiotici di elezione.

¹fonte :http://www.infozanzare.info/oliodineem.php
²fonte :http://www.disinfestanti.it/principiattivi/tetrametrina.pdf

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