Come mantenere il calore corporeo nei gattini

In questo primo post vorrei affrontare un’emergenza piuttosto comune in chi è attento al mondo felino, anche perchè ci si ostina a non sterilizzare i randagi per rispettare l’ordine naturale delle cose, quando invece i nostri gatti vivono in un ambiente che di naturale ha ormai ben poco.

Siete in strada, di fretta, per faccende da sbrigare…
all’improvviso sentite un miagolio disperato, e scoprite, magari vicino a un cassonetto, che qualche delinquente ( la parola ci sta tutta ) ha infilato uno o più gattini appena nati e ancora vivi e vegeti in una busta di plastica, abbandonandoli come fosse spazzatura.
al di là della sensibilità di ognuno verso la situazione…anche se non hanno più la loro madre potete di certo fare qualcosa per salvarli da una morte certa per fame e altro. Non è necessario svenarsi, anche se vanno osservato alcune norme per evitare di rendere tutto inutile.

L'”altro” di cui scrivo è l’ipotermia, che spesso non viene considerata da chi soccorre per la prima volta un gattino appena nato, e per evitarla è d’obbligo mantenere quanto più possibile costante il calore corporeo dei gattini.
Fino a circa due settimane dalla nascita un gattino non è assolutamente in grado di regolare la sua temperatura, per cui se lo salvate dovrete anche aiutarlo in questo senso, o morirà, anche se fosse perfettamente sano e gli forniste l’alimentazione adeguata per lo svezzamento.
La cosa migliore sarebbe fare in modo che un’altra gatta li adotti: se avete “sottomano” una gatta che sta già allattando una cucciolata non numerosa, potrebbe accettare che altri gattini si uniscano ai suoi, ma tenete bene in conto che potrebbe cambiare idea e abbandonarli di colpo trasportando i suoi altrove se si rendesse conto che hanno minorazioni o malattie. In qualche caso anche ucciderli deliberatamente e mangiarli.
Per cui va monitorata attentamente, evitando anche di toccare i suoi gattini. A volte le gatte in allattamento sopportano, a volte no e nascondono o peggio abbandonano i micini.

La gatta in prestito però è un’ipotesi alquanto remota, e facciamone a meno.
A questo punto dovete creare al nuovo venuto un’ambiente a temperatura di 38-39° per quanto possibile costante.
Allestire una cassetta con sole vecchie coperte di lana e maglioni, benchè si pensi il contrario, quasi sempre è insufficiente,¹ e provoca una falsa sicurezza.
Dico Quasi perchè personalmente mi è capitato di veder sopravvivere UN gattino abbandonato dalla madre a dieci giorni, con solo delle coperte di lana in una cesta mantenuta in casa in piena primavera, ma detto sinceramente lo ritengo ancora inspiegabile e non vi consiglio di provarci, anche perchè miagolava come un aereo in decollo.
Le coperte da sole non sono in grado di mantenere un calore costante e i gattini andranno facilmente in ipotermia, il sangue diventa più viscoso, con conseguente diminuzione della gittata cardiaca e minore apporto di ossigeno ai tessuti, il che produrrà ulteriore raffreddamento periferico in un circolo vizioso che indurrà il gattino a smettere di miagolare ossessivamente in cerca dell’odore materno e diventare sempre più mogio e vicino al coma.
Un’ipotermia lieve ( fra 32° e 37,5° ) fine a se stessa potrebbe anche essere non grave, se non provocasse mancanza d’appetito e minore stimolo a succhiare. Un gattino di pochi giorni che non mangia abbastanza ( latte per circa il 25% del suo peso corporeo assunto nell’arco della giornata ) va in calo ipoglicemico, evento quasi sempre mortale.

L’ipotermia si potrebbe “tamponare” con borse o bottiglie d’acqua calda, ma queste da troppo calde diventano rapidamente troppo fredde, e se troppo calde potrebbero provocare ustioni se direttamente a contatto con la pelliccia. ¹
La soluzione migliore è allora usare un termoforo come questo, acquistabile in tutte le farmacie o parafarmacie a circa 30 €:

termoforo

o ancora meglio una coperta termica, a poca spesa in più, che riesce ad avvolgere meglio il micino nella cassetta

coperta termica

Credetemi, sono soldi ben spesi, consumano pochissima energia, e se vi rimanesse qualche dubbio, spesso sono l’unica cosa che può dividere dalla morte un gattino o un gatto adulto già in lieve ipotermia per una situazione clinica compromessa da avvelenamenti.
Meglio averne sempre uno a portata di mano per emergenze

Potendo sarebbe bene sceglierli a tre posizioni di potenza e selezionare la più bassa, che è quella adatta a mantenere la giusta temperatura. ¹
Posizionatelo all’interno della cassetta frapponendo un panno leggero per evitare stress termici.

La cassetta migliore è quella meglio isolata termicamente, per esempio una costruita con fogli di polistirolo e nastro isolante, una volta ne usai una grossa di quelle da freezer per i gelati. Non sarà traspirante, ma è perfetta per la priorità maggiore di conservare il calore il più costante possibile

Ovviamente se vedete che il gattino è in stato semicomatoso e non reagisce agli stimoli, ha rigidità muscolare, e soprattutto pur essendo freddo non ha più i brividi, l’ipotermia è più grave e andrebbe portato immediatamente al più vicino pronto soccorso veterinario, a cui comunque ci si deve rivolgere il prima possibile.
Nel frattempo il gattino va assolutamente riscaldato per cui usate pure borse e bottiglie d’acqua calda, o anche phon e stufette, con l’accortezza di posizionare un panno leggero fra pelliccia e superficie calda per evitare ustioni, e cosa importante, all’inizio solo sull’addome e zona centrale, evitando di riscaldare per prime le estremità perchè ciò provocherebbe uno stress termico con ulteriore vasodilatazione periferica, peggiorando le condizioni cardiache
In casi di ipotermia grave, lo stato comatoso è causato dalla quasi assente attività enzimatica cerebrale che a temperature sotto i 33° non può più funzionare, e sotto i 27° il gatto potrebbe sembrare clinicamente morto ma non lo è, per cui non date mai nulla per scontato e tentate sempre il riscaldamento forzato.
In questi casi una grossa mano è ricorrere a una o più flebo in vena con soluzione riscaldata di ringer lattato, cosa però fattibile solo da un veterinario, se non si ha esperienza.

Al contempo il gattino andrà alimentato correttamente, con il latte specifico per gattini acquistabile in farmacia (Primolatte Bayer) o con latte intero a cui andrà aggiunto del rosso d’uovo, ma questo lo esamineremo meglio in un prossimo post.

(1) fonte micimiao.it/gattini_soccorso.htm

  2 comments for “Come mantenere il calore corporeo nei gattini

  1. ausilia
    4 maggio 2014 at 12:15

    molto esauriente, bravi

    • sandro@alepuffola
      6 maggio 2014 at 13:21

      Grazie Ausilia :)

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